Analisi di una scena di “Good Will Hunting”

Perché questa scena funziona?

Vediamo la scena di “Good Will Hunting” in originale:

Vediamola anche in italiano:

Quello che credo sia lo shooting script della scena:

Questa invece la trascrizione dal film (Transcript from the movie):

Dopo aver letto le due versioni della scena ci accorgiamo che ci sono delle differenze. Andiamo ad analizzarle:

  • Non siedono su bleachers (gradinate allo scoperto) ma bensì su una bench (panchina) (questo probabilmente è dovuto ad una scelta logistica, produttiva o di inquadratura)

Bleachers:

  • c’è il laghetto ma non ci sono i bambini sulle Swan Boats (scelta produttiva, di costi; e poi ci sarebbe stato il problema di coordinarle e avrebbero tolto attenzione rispetto ai due.)

Questo è l’inizio che vediamo. Un totale con loro due nel mezzo – camera su cavalletto. Will (Matt Demon) inizia a parlare.

“So what’s this? A Taster’s Choice moment between guys? This is really nice. You got a thing for swans? Is this like a fetish? It’s something, like, maybe we need to devote some time to?”

sullo shooting script era:

“So what’s with this place? You have a swan fetish? Is this something you’d like to talk about?”

La frase che sentiamo è più più ricca e maggiormente forte nel suo sarcasmo. Più realistica. Carica di più il senso della risposta.

Mentre parla l’inquadratura che vediamo è il totale per Piano di Ascolto di Sean (Robin Williams)

Primo Piano di Sean – campo – camera a mano o spalla (è molto mobile) che non guarda Will (Matt Damon) (il totale ci ha comunque aiutati a capire le posizioni dei due) (si instaura una linea d’attenzione più bocca – orecchio che attraverso gli occhi)

Primo piano – Controcampo

Will finisce di parlare. Restiamo su Sean che comincia a parlare. Sempre Primo Piano – camera a mano. La camera come vedremo si muove per bilanciare gli spostamenti compiuti da Robin Williams.

SEAN I thought about what you said to me the other day, about my painting.

Le battute sono leggermente diverse ma per fortuna. Lascia la libertà agli attori di sentirle loro.

WILL eah?

Voice Off che fa sentire presenza ma ci permette di non andare su un primo piano di Will. (scelta di montaggio forse)

(introduzione al problema Ruoli ed Esperienza)

SEAN Stayed up half the night thinking about it. Something occurred to me, I fell into a deep peaceful sleep, and I haven’t thought about you since. You know what occurred to me?

WILL No.

SEAN You’re just a kid. You don’t have the faintest idea what you’re talking about.

(è una riappropriazione dei ruoli. Psicanalista/Paziente, Adulto/Bambino… che si vede anche nelle inquadrature. Centralità e presenza di uno, marginalità e assenza dell’altro.)

WILL Why thank you.

SEAN It’s all right. You’ve never been out of Boston.

(la mobilità della camera ci permette di reggere un’inquadratura fissa senza renderla eccessivamente pesante; ci aiutano in questo anche i movimenti della testa di Williams)

Il discorso parte da ciò che c’è di più generale diventando sempre più intimo. Da esperienza minima a massima come l’amore per una donna che sta morendo.

WILL Nope.

Monologo di Sean:

(non starò ad analizzare le bellissime variazioni apportate da Robin Williams ma ha sicuramente migliorato lo script iniziale)

SEAN So, if I asked you about art, you’d probably give me the skinny on every art book ever written. Michelangelo. You know a lot about him. Life’s work, political aspirations, him and the pope, sexual orientation, the whole works, right?

But I bet you can’t tell me what it smells like in the Sistine Chapel. You’ve never actually stood there and looked up at that beautiful ceiling.

(giustamente guarda in alto)

La camera si sposta e piano piano Sean occupa sempre più l’inquadratura. Williams si sposta anche in avanti. Non è così evidente ma succede ed è funzionale.

Seen that….If I ask you about women, you’d probably give me a syllabus of your personal favorites. You may have even been laid a few times. But you can’t tell me what it feels like to wake up next to a woman and feel truly happy. You’re a tough kid. I ask you about war, you’d probably uh…throw Shakespeare at me, right? “Once more into the breach, dear friends.” But you’ve never been near one. You’ve never held your best friend’s head in your lap, and watched him gasp his last breath looking to you for help. 

Quando ci spostiamo sull’Amore (altro macrotema del film) cominciamo a percepire Will.

La scrittura non è un semplice crescendo ma ha anche delle pause o cambi emotivi “valli” che permettono alle frasi dopo di essere più forti in quanto non cariche completamente del carico emozionale.

I ask you about love, y’probably quote me a sonnet. 

Per quasi due minuti ci è stato negato un piano d’ascolto di Will. Non un primo piano. Nulla tranne la voce all’inizio. Quindi quando la camera pan e vediamo il viso di Will ci fa effetto perché per la prima volta vediamo la sua reazione al discorso di Sean. La scena si è completamente ribaltata.

But you’ve never looked at a woman and been totally vulnerable…known someone that could level you with her eyes. Feeling like God put an angel on Earth just for you..who could rescue you from the depths of Hell. And you wouldn’t know what it’s like to be her angel, n to have that love for her be there forever. Through anything. Through cancer. And you wouldn’t know about sleepin’ sittin’ up in a hospital room for two months, holding her hand because the doctors could see in your eyes that the terms visiting hours don’t apply to you. You don’t know about real loss, because that only occurs when you love something more than you love…

Si noti come Sean è al centro dell’inquadratura mentre Will ai margini. Composizione che esprime tantissimo.

“… yourself” ed ecco che stacchiamo su Will. Primo piano stretto. Non è problematico a livello di composizione che Sean sia marginale in quanto quello che interessa di più il regista qui è di farci vedere il viso di Will e le sue emozioni non emozioni. Si notino le emozioni trattenute.

Interessante uso degli occhi che si spostano per vedere Sean: Non cambiamo inquadratura, Immobilità del personaggio…

I doubt you’ve ever dared to love anybody that much. I look at you: I don’t see an intelligent, confident man. I see a cocky, scared shitless kid. But you’re a genius, Will. No one denies that. no one could possibly understand the depths of you. But you presume to know everythingabout me because you saw a painting of mine and ripped my fuckin’ life apart.

You’re an orphan, right?  (occhio lucido e movimento della testa; il non staccare frequentemente è anche funzionale al numero di inquadrature da girare.)

Do you think I’d

(stacco su Sean)

know the first thing about how hard your life has been, how you feel, who you are because I read Oliver Twist? Does that encapsulate you? Personally, I don’t give a shit about that, because you know what? I can’t learn anything from you I can’t read in some fuckin’ book. Unless you wanna talk about you, who you are. And I’m fascinated. I’m in. But you don’t wanna do that, do you, sport? You’re terrified of what you might say. Your move, chief

Personally, I don’t give a shit about that, because you know what? I can’t learn anything from you I can’t read in some fuckin’ book. Unless you wanna talk about you, who you are. And I’m fascinated. I’m in.

But you don’t wanna do that, do you, sport? You’re terrified of what you might say. Your move, chief

You’re terrified of what you might say.

Your move, chief

Le ultime inquadrature da “Do you think I’d” hanno un montaggio più veloce anche perché non c’è più una solitudine tra i due ma qualcosa si è creato: un rapporto. Quindi campi e controcampi sono utilizzati al meglio. Inoltre c’è sempre la presenza dell’uno nell’inquadratura dell’altro. All’inizio è Sean che invade Will cosa che uno psicoterapeuta deve in parte fare con il consenso del paziente.

Totale simile all’inizio ma da solo. Circolarità con cambiamento.

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